Chi siamo

LA NOSTRA STORIA

La Società di Mutua Assistenza di Limite nasce nel 1891 e fin da subito conta circa 160 soci. Un numero ragguardevole, se si pensa che il comune nel 1881 contava circa 3200 abitanti ( la frazione di Limite e Castellina solo 1800). Inizialmente era un movimento di ispirazione socialista, nato per fare da contraltare ad un paese che fino a quel momento era stato guidato perlopiù da sindaci espressione di una minoranza borghese.

La sede fu posta in Lungarno Trento e Trieste e il primo presidente fu il maestro Emilio Bartolini, che firmò il primo statuto del 1892, con il segretario Fortunato Porcelli.

Nei suoi primi anni di vita l’associazione si dedicò ad attività di sostegno ed alfabetizzazione delle popolazione, ma anche a iniziative di beneficenza, ed ovviamente al sostegno morale e materiale dei soci e non solo, soprattutto con assistenza domiciliare alle persone, molto numerose, che all’epoca si curavano in casa, sia per il trasporto dei malati al vecchio Ospedale San Giuseppe.

Nel 1910 l’associazione si dotò di una sede più grande e funzionale in Via Bellini, grazie al grande lavoro dei soci e dei volontari dell’epoca.

 

 

Nel 1915 arriva l’orrore della Prima Guerra Mondiale, che si portò via tanti limitesi, che tornarono dalla guerra feriti nel corpo e nell’anima, ma che non distrusse la Mutua Assistenza di Limite, che nel frattempo cambiò il proprio nome in Pubblica Assistenza Croce d’Oro di Limite sull’Arno.

Nel dopoguerra tuttavia, a partire dal 1919, divenne presidente Ivo Montagni di Vincenzo (nella foto), che all’epoca era anche SIndaco di Capraia e Limite, di dichiarata fede socialista. Proprio a causa di queste idee socialiste, le squadracce fasciste lo costrinsero alle dimissioni dalla sua carica politica a seguito dei Fatti di Empoli. Rimase tuttavia presidente dell’associazione e nel 1922 adottò il nuovo Statuto, firmato dal Notaio Firenzuoli, che diede finalmente una vera forma giuridica alla Pubblica Assitenza Croce D’Oro di Limie sull’Arno.

L’avvento del fascismo e la morte prematura per tetano di Ivo Montagni nel 1926, portarono tuttavia all’inevitabile scioglimento dell’associazione per editto del podestà, tra il 1928 e il 1930.

 

Nonostante gli orrori del fascismo, nella popolazione limitese non si affievolì mai la voglia e il bisogno di fare comunità e già nel 1944, dopo anni di clandestinità, una riunione tenutasi il 30 Novembre alla Casa del Popolo, sancì la rinascita della Pubblica Assistenza Croce d’Oro di Limite sull’Arno, riprendendo possesso della vecchia sede di Via Bellini.

Tutto il paese, come già accaduto in passato e come accadrà tante altre volte nel futuro, si riunì affinchè questa importantissima realtà associativa riprendesse vita. La carica di presidente fu assunta da Bruno Negro, fratello del neoeletto Sindaco Leo, figli entrambi del partigiano ligure Antonio Negro e della limitese Lavinia Paci.

Nel 1946 venne promulgato il nuovo Statuto (nella foto), vennero organizzati corsi di formazione per i sanitari da infermieri professionisti e venne acquistato il primo mezzo del dopoguerra dopo un percorso che vide la partecipazione di tutta la popolazione.

Qualche anno dopo ripresero anche le iniziative ludiche e di intrattenimento come la tombola, le serate teatrali e le fiere di beneficenza.

L’associazione recuperò inoltre fin da subito un ruolo di grande importanza per la sorveglianza sanitaria a moltissimi eventi cittadini. Ruolo che ancora oggi ricopre.

Negli anni ’60, più precisamente il 25 Aprile del 1965, dopo diversi avvicendamenti, venne eletto presidente Ivo Montagni, figlio di quell’Ivo Montagni che aveva firmato lo Statuto del 1922. Carica che ricoprì per i trent’anni successivi, quando vi fu l’avvicendamento con l’attuale presidente Stefano Giuntini.

 

La figura di Ivo Montagni (nella foto insieme alla storica volontaria Vania Larini e all’attuale presidente Stefano Giuntini) è stata importantissima per la crescita dell’associazione in tutta la seconda metà del ‘900. Si impegnò tantissimo per la nascita del Gruppo Donatori di Sangue, ancora oggi fiore all’occhiello dell’associazione. Prese la decisione, insieme al Consiglio Direttivo, di acquisire l’attuale sede di Via Negro e contribuì, insieme al fondamentale intervento dell’Ingegnere Stefano Giuntini, alla costruzione di quella che è divenuta un vero punto di riferimento per tutta Limite sull’Arno.

Di pari passo con la crescita dell’associazione arrivarono tanti nuovi volontari e tanti nuovi mezzi e l’attività della Pubblica Assistenza si allargò sempre di più, fino ad arrivare anche fuori Regione, dato che alcuni volontari presero parte agli aiuti per i terremoti del Friuli e dell’Irpinia.

A partire dagli anni ’70, venne istituito anche il servizio sanitario nei fine settimana, che andò ad ampliarsi fino all’attuale coordinamento del 118.

 

 

Il 22 Ottobre 1995 si tenne l’inaugurazione della nuova sede di Via Negro, 9 con una grande partecipazione da parte dei cittadini. L’edificio, che ancora oggi ospita l’associazione è una struttura molto più grande della precedente e, negli anni, al suo interno, è nato un Circolo Arci, degli ambulatori medici specialistici, una sala da ballo per iniziative ludiche e più in generale, un luogo di importantissima aggregazione a disposizione di Limite sull’Arno. FIno al 2015, quando il presidente Stefano Giuntini ha inaugurato i nuovi locali della Casa Famiglia L’Abbraccio.

Giuntini divenne presidente per la prima volta nel 1999, succedendo ad Ivo Montagni, che rimase comunque presidente onorario fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2003, dopo una vita dedicata a questa associazione.

Sotto la presidenza Giuntini l’associazione ha conosciuto una ulteriore crescita costante che continua fino ai nostri giorni, da centotrenta anni a questa part, con l’intenzione di porre le basi per un futuro altrettanto roseo. Perché i bisogno di domani potranno essere diversi da quelli di oggi, ma sembreranno meno insormontabili a chi si trova in difficoltà se troverà la mano tesa di un volontario, anzi di una intera associazione, pronta a mettersi al suo fianco.

 

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